Il titolo di questo articolo un tempo fu lo spot di una famosa azienda di dentrifici.
La mancata redazione di un contratto che tutela veramente le parti è causa di problemi per le aziende italiane.
Se sei un imprenditore o un libero professionista hai sicuramente provato sulla tua pelle quanto stia diventando difficile farsi pagare.

Quando i “grandi” fanno i prepotenti

Le micro/piccole imprese in Italia costituiscono gran parte del tessuto sociale, spesso prestano l’opera a realtà  molto più grandi di loro, le quali approfittandosene, del loro maggiore potere d’acquisto, inducono i piccoli imprenditori a sopportare condizioni insostenibili che ne minano la sopravvivenza.
Si aggiunga poi, che queste piccole realtà debbano confrontarsi con le novazioni legislative sempre più complesse che richiedono maggiori conoscenze (fiscali/legali), sempre tutte a carico del piccolo/medio imprenditore.
Se poi, come quotidianamente accade alle aziende, di avere a che fare, sia con fornitori poco seri che ritardano la fornitura delle scorte sia, con clienti che ritardano i pagamenti, mi trovo nel dover intervenire per il recupero del credito con importanti dispendi di energie e risorse economiche da parte dei miei assistiti.

La norma spesso non basta

E’ pur vero che le norme legislative devono tutelare gli interessi dei creditori, quanto quelli dei debitori, tuttavia diventa sempre più difficile dimostrare l’effettivo credito nei confronti del cliente che per recuperare ciò che gli spetta si può trovare di fronte ad opposizioni meramente strumentali, oppure, si può trovare ad avere a che fare con debitori talmente importanti o potenti da demotivare il malcapitato dal procedere legalmente per l’escussione del dovuto.

A lungo andare questo porta alla tua crisi aziendale

Quotidianamente, mi interfaccio con realtà produttive che finiscono inevitabilmente per arrivare ad uno stato di crisi e, molto spesso dovuto alla mancanza di un contratto ben strutturato. Specifico, ben strutturato e non inesistente, in quanto la differenza è sostanziale.
Formulare un contratto ben strutturato significa crearlo ad hoc secondo le esigenze del caso di specie. Nel web è facilissimo trovare generici contratti fac-simile, i quali però, proprio a causa della loro genericità, diventano o, parzialmente inutili od anche, totalmente inutili perché non vanno a soddisfare quelle che sono le esigenze delle molteplici realtà imprenditoriali/professionali esistenti in Italia.

Il labirinto delle normative

Basti pensare che nel nostro territorio nazionale, abbiamo un attivo di oltre 30.000 leggi con norme a volte contraddittorie tra loro, che in alcuni casi mettono in difficoltà i giuristi, figuriamoci, un imprenditore che deve avere come sua massima conoscenza il proprio settore merceologico.
A questo punto nella formulazione del contratto, l’imprenditore avrà gioco facile nella parte dedicata all’identificazione delle parti ed all’oggetto del contratto. Ma che succede nel caso in cui voglia tutelare la propria attività imprenditoriale/professionale, secondo quanto previsto dal codice, ovvero, secondo quanto vietato dal codice, oppure ancora, quanto convenga inserire una norma e soprattutto, come scriverla senza dare luogo a interpretazioni fantasiose?
Tutto questo porta a minare ancora di più l’economia delle imprese, dei professionisti e delle famiglie che ogni giorno vengono martoriati dalla crisi economica.

Perché succede questo

I cittadini italiani, benché subissati da migliaia di norme giuridiche, una lentezza giudiziaria comune a pochi Paesi ed, in alcuni casi, oggetto di una vera e propria denegata giustizia, continuano a sottovalutare l’importanza di uno scritto che giustifichi il rapporto commerciale tra due parti che si accordano per una cessione di un bene o per una prestazione di servizi.
Ebbene, nel caso in cui il disaccordo finisca davanti ad un Giudice, di fronte ad una prova scritta diventa inammissibile ascoltare la differente versione dei fatti che ogni parte porterà a sostegno della propria tesi.
Ne consegue che un contratto tutela entrambe le parti nel dare o fare qualcosa in cambio di qualcos’altro. Ecco due Esempi:

  • se acquisto un’autovettura dietro la corresponsione di un prezzo, il contratto tutela il venditore nell’ottenere il pagamento a fronte di una cessione di un bene, di converso, tutela l’acquirente di pretendere dal venditore il buon funzionamento del mezzo.
  •  In ambito familiare Tizio acquista un immobile per andare a convivere con Caia con i soldi donati dai genitori. L’Agenzia delle Entrate chiama Tizio e solleva la questione dell’incompatibilità tra la spesa sostenuta ed il reddito dichiarato…il problema è che la donazione per essere valida deve essere fatta per atto pubblico ex art. 782 c.c., cui avrebbero dovuto pagarne le relative imposte. In tal caso la buona fede non serve a nulla..

Come ci si difende

Un contratto sicuro è la miglior arma di difesa per il vostro credito e il vostro lavoro, perché:

  • E’ un deterrente per chi pensa di non pagarvi
  • Dimostra l’effettivo validità del credito
  • In caso di controversie velocizzerà tutti il processo di recupero
  • Non permette ai malintenzionati di ” interpretare” il vostro lavoro

se sei un libero professionista, un’azienda o un venditore ti consiglio di leggere qualche articolo sul mio blog fare una visita su www.contrattosicuro.it  per farti un’idea di come proteggere da subito il tuo lavoro senza spendere soldi in cause legali interminabili ed incerte.

Categorie: Contratti

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